Un pensiero

« Quando riceviamo la parola di un saggio, di un Maestro spirituale, dobbiamo considerarla come un seme da mettere in terra. Una volta che l’abbiamo seminata nel nostro terreno spirituale, possiamo osservarne la crescita e sentiamo nascere e svilupparsi in noi una nuova vita.
Se per molti credenti la religione è solo una pratica vuota di significato, è perché essi non sanno lavorare con le parole di verità che la religione presenta loro. Provino invece a seminare quelle parole nella loro terra interiore, così come si interrano dei semi, e ogni giorno se ne prendano cura, le sorveglino, le annaffino, le riscaldino. Tolgano le erbacce che crescono tutt’intorno e che rischiano di soffocarle, le liberino dalle bestiole che si apprestano a rosicchiarle, impediscano cioè ai pensieri ispirati dalla loro natura inferiore di venire ad attaccarsi a esse: sentiranno allora una nuova vita crescere e svilupparsi in loro. »

Omraam Mikhaël Aïvanhov

1 commento

  1. Bellissimo articolo, assomiglia parecchio alla storia dei semi buttati del contadino, un giorno un contadino seminò il suo campo, un seme finì in mezzo a dei sassi, un’altro fini nei rovi , uno solo finì nel terreno… il primo neanche germogliò, il secondo quello finito nei rovi, germogliò ma purtroppo venne soffocato dai rovi e morì, ultimo che finì nel terreno germogliò e divenne spiga e grano….
    La morale?
    Il seme e la Parola di DIO, che non viene ascoltata e muore nel vento.
    il secondo nei rovi e chi ascolta ma subito dimenticata la parola di DIO.
    Il terzo seme e la parola che viene ascoltata e messa in pratica e cammina nella via e nelle grazie del Signore…
    sono molto simili, cambiano leggermente la sostanza ma fa capire che la parola e uguale per ogni tipo di Religione nel fine del bene del nostro Spirito.
    Fabio Cancilleri.

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