Mantova, una chiacchierata in libreria con Helga Schneider

La Libreria “Il Rio”, che ospita solo le edizioni dei marchi Oligo Editore e Il Rio Edizioni, inaugura un nuovo ciclo di incontri dove, come dichiarato dal nome dell’iniziativa, sarà possibile incontrare “a tu per tu” gli autori della casa editrice mantovana.

Nella piccola e accogliente libreria di piazza Mantegna, accanto alla basilica di Sant’Andrea, tutti coloro che lo vorranno potranno, da soli o in gruppetti di due o tre persone, accomodarsi nel nuovo salottino ricavato tra libri e scaffali, per conoscere di persona e senza filtri lo scrittore ospite della giornata. Per inaugurare il primo ciclo di incontri, sarà ospite in libreria Helga Schneider, autrice della raccolta di racconti Per un pugno di cioccolata (Oligo Editore).

L’incontro con l’autore presso la Libreria Il Rio Piazza Mantegna 6 è dalle 16.00 alle 18.00 e alle 18.15 si terrà la presentazione del libro a cura di Davide Bregola, direttore della Collana “Χρυσός” (Oro) di Oligo Editore presso il Vestibolo di Sant’Andrea sempre in piazza Mantigna.

Questi dieci racconti narrano vicende di fame, sofferenza, speranza, miseria, memoria, guerra e solidarietà. Raccontano vicende degli anni ’30 e ’40 del Nazismo e del Terzo Reich, ma lo fanno nel modo sublime dei grandi scrittori: partendo da personaggi della quotidianità. Aguzzini che si intrecciano a fanciulle indifese, spie e anziani nascosti per sfuggire alla morte, donne eroiche e soldati fragili. La grande letteratura dell’autrice de Il rogo di Berlino e Lasciami andare madre (Adelphi) è qui rappresentata in pagine di lucida disamina dell’animo umano.

«In vent’anni del mio percorso letterario sono andata in moltissime scuole italiane per testimoniare della dittatura nazista, che ho vissuto sulla mia pelle da bambina. Intendevo sensibilizzare i ragazzi sulle leggi razziali nazifasciste che hanno causato l’uccisione degli ebrei e di altre minoranze innocenti mediante il soffocamento col gas, e poi bruciate nei forni crematori dei lager di sterminio. Ultimamente si avvertono precisi segnali che nelle scuole italiane non si insegni più la Storia contemporanea, per cui si parla e grida su tutte le strade e piazze “Fascismo! Nazismo!”, ignorando in realtà che cosa siano state le due dittature. Purtroppo sono venuti a mancare i veri testimoni, creando un vuoto di Memoria della Storia. Io sono una testimone del Terzo Reich e desidero offrire con i miei racconti un affettuoso monito che ribadisca ancora una volta: “Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla”». Helga Schneider

Helga Schneider nasce per caso nel 1937 in Slesia, paese dopo la II Guerra Mondiale assegnato alla Polonia, ma cresce a Berlino. Ha vissuto in Germania, in Austria, e dal 1963 vive a Bologna. Ha esordito nel mondo letterario nel 1995 con Il rogo di Berlino (Adelphi), che fu definito un caso editoriale. È la testimonianza della sua infanzia trascorsa a Berlino durante il regime nazista e la guerra scatenata da Adolf Hitler. In particolare, a sette anni appena compiuti, venne condotta assieme ad altri ragazzini rigorosamente ariani a far visita a Hitler nel suo bunker. Nel 1941, quando aveva quattro anni e il fratello diciannove mesi, la madre, con il marito già al fronte, abbandona la famiglia per diventare ausiliaria delle SS e guardiana prima al campo Ravensbruck e successivamente ad Auschwitz-Birkenau. Nel 1971 scopre che la sua vera madre è ancora viva, abita a Vienna, e decide di andarla a trovare. Ma sarà un incontro brevissimo e scioccante. La madre la invita a entrare in una stanza dove conserva nell’armadio un’uniforme, ovvero la divisa delle SS che indossava ad Auschwitz-Birkenau. A distanza di tanti anni dalla fine del nazismo, la donna è ancora fiera del suo passato. Tenta anche di regalarle una manciata d’oro, forse come risarcimento della sua latitanza materna durata trent’anni. Ma Helga, sospettando che si tratti dell’oro rubato nei lager, scappa via inorridita e torna a Bologna. Su invito di un’amica della madre, ventisette anni dopo il primo incontro, Helga torna a trovare la madre a Vienna, ma sarà ancora una volta un incontro traumatizzante, dal quale nascerà il libro Lasciami andare, madre (Adelphi).

Ha pubblicato: Il rogo di Berlino (Adelphi); L’usignolo dei Linke (Adelphi); Lasciami andare, madre (Adelphi); Il piccolo Adolf non aveva le ciglia (Einaudi); Io piccola ospite del Fuhrer (Einaudi); Stelle di cannella (Salani); Heike riprende a respirare (Salani); Un amore adolescente (Salani); Rosel e la strana famiglia del signor Kreutzberg (Salani); L’albero di Goethe (Salani); I miei vent’anni (Salani); L’inutile zavorra dei sentimenti (Salani). I suoi libri sono tradotti in oltre quindici lingue estere. Dal libro Lasciami andare, madre, una produzione indipendente inglese ha tratto un film.

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