Nirmal Das, il nuovo nome di Renzo Samaritani

Il 22 settembre ho preso l’Iniziazione con il nome di Nirmal Dass Singh attraverso 3HO, accetto Guru Ram Das come mio Sikshna Guru.

Guru Ram Das (Lingua punjabi: ਗੁਰੂ ਰਾਮ ਦਾਸ; Lahore, 9 ottobre 1534 – Amritsar, 1º settembre 1581) è stato il quarto Guru Sikh, e lo diventò il 30 agosto del 1574, seguendo i passi del Guru Amar Das. Nacque a Lahore (oggi in Pakistan) da una famiglia Sodhi dal clan kahtri. Sua moglie fu Bibi Bhani, la figlia più giovane di Guru Amar Das, terzo guru dei Sikh. Ebbero tre figli: Prithi Chand, Mahadev e Arjan Dev che fu il suo successore come quinto guru, col nome di Guru Arjan Dev.

Il sikhismo è una religione monoteista nata in Anandpur Sahib, India nel XV secolo, basata sull’insegnamento di dieci guru che vissero in India tra il XV ed il XVIII secolo. Il Tempio d’Oro è considerato dai sikh il tempio più sacro della loro religione (il loro sancta sanctorum) e un luogo di pellegrinaggio in cui recarsi almeno una volta nella vita per pregare e offrire le proprie suppliche, oltre ad essere divenuto attualmente un’attrazione turistica di livello mondiale.
L’etimologia della parola sikhismo si rintraccia nella parola sikh, che deriva dal sanscrito e che significa “discepolo”.I sikh sono i devoti del Sri Guru Granth Sahib ji, le sacre scritture dei 10 guru che si sono succeduti dal 1469 al 1708 e di altri amanti del Creatore. Vivono principalmente nel Punjab (India del nord-ovest). Pregano il Creatore onnipresente ed onnipotente, che si manifesta attraverso il creato e che è raggiungibile grazie alla preghiera e all’aiuto di una guida, il guru, cioè colui che dà la luce (saggezza) al buio (l’ignoranza).Il sikhismo si basa su tre principi:

ricordare il Creatore in ogni momento,
guadagnare lavorando onestamente,
condividere il guadagno.
Le scritture sacre non riconoscono il sistema delle caste e nemmeno approvano l’adorazione degli idoli, i rituali e le superstizioni. I sikh considerano venerabile solo la parola del Creatore rappresentata dalle Sacre Scritture dei guru.

I guru sikh non hanno sostenuto la necessità della vita ascetica e dell’isolamento dal mondo per guadagnare la salvezza. Quest’ultima può essere raggiunta da chiunque si mantenga onestamente e conduca una vita normale. Non esiste un clero nel sikhismo. Ai sikh è proibito ogni tipo di dipendenza da sostanze, come l’alcol, tabacco e carne animale. Un sikh deve considerare la moglie di un altro uomo alla stregua di sorella o madre, e la figlia di un altro come sua. La stessa regola è applicata anche alle donne. L’istituzione del “Langar” (cucina comune) serve a creare uguaglianza sociale fra l’intero genere umano. Essa è un luogo in cui persone di estrazione sociale alta e bassa, ricchi e poveri, istruiti e ignoranti, re e mendicanti, o di altre religioni condividono tutti lo stesso cibo, sedendo insieme in un’unica fila. La discendenza dei Guru terminò a 10, però c’è l’11° Guru, il Libro Sacro. Durante le cerimonie, i seguaci si riuniscono per ascoltare le parole del Guru, il quale, viene trasportato sulla testa (perché non può toccar terra) dopo che il tempio viene pulito e lucidato a fondo ancor prima che il “sacerdote” prescelto si svegli per i canti.

da appunti del sottoscritto:

Ho incontrato gli Hare Krishna a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, trovando in giro per casa una copia della Sri Isopanisad. Domandai ai miei genitori ma nessuno ne sapeva nulla. A tutt’oggi non si sa da dove sbucò quel libro. All’inizio della pubblicazione c’è una Conferenza di Prabhupada che io lessi tutta d’un fiato, mi sembrava tutto così ovvio! Finalmente qualcuno che parlava la lingua che avrei voluto parlare, che esprimeva concetti che fin da bambino inconsciamente m’appartenevano. Comunque poi il libro finì in un cassetto.
Fin da ragazzino avevo la passione per le radio private e mia madre Helga Schneider, allora giornalista locale ed ora famosa scrittrice internazionale, conduceva una trasmissione nella prima radio di Bologna… ero ancora un bambino e già avevo un microfono davanti alla bocca. A inizio anni ’80 avevo appena chiuso una mia personale radio privata in città e un giorno, smanettando su di un apparecchio radiofonico, mi imbattei in una ‘Radio Krishna Centrale’ appena sbarcata a Bologna: una certa Parama Karuna devi dasi stava dando delle ricette di cucina. Ero completamente affascinato dai discorsi strani di questa radio che parlava di un Krishna e dava ricette vegetariane, rispondeva a telefonate in diretta e ogni tanto partiva una canzone che recitava ‘Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare’. Presi subito il telefono in mano e feci lo 055820161: mi rispose Claudio Rocchi (Krishna Caitanya das, poi diventammo amici) che subito mi arruolò per produrre delle trasmissioni da un, per ora solo virtuale, ‘studio RKC di Bologna’. Spedii a Firenze una prova di un mio ‘Radio Italia’ (la versione evoluta di ‘Speciale Italia’, con inserti dalle varie Redazioni italiane di RKC). Fu approvata e trasmessa e da lì continuai. Andai anche al tempio Hare Krishna in località Castel Maggiore, a una festa della domenica. Una, due, tre feste e già un certo Dayanidhi das mi aveva convinto a trasferirmi lì. Per due anni ho vissuto nel tempio e mi sono occupato della RKC-Bologna che trasmetteva da una stanzetta nella quale montai tutto il necessario e da, sopra il tetto, partiva il segnale che poi andava al ripetitore che lo diffondeva in quasi tutta l’Emilia. La maggior parte delle ore ci si collegava allo studio centrale (Villa Vrindavana).
Dopo quei due anni lasciai il movimento, raccolsi i miei quattro stracci e tornai a vivere a casa da mia madre che, allora, stirava camicie in una lavanderia anche se nel tempo libero continuava a scrivere scrivere scrivere… A un certo punto il miracolo avvenne: Adelphi Edizioni pubblicò il primo romanzo a mia madre (‘il Rogo di Berlino’) ma, in quest’ultimo, lei rivelava al mondo l’identità crudele e nazista di mia nonna (youtu.be/G73BCaugU0E). M’infuriai, me ne andai di casa definitivamente andando a vivere con una persona che da poco avevo conosciuto. Ho poi frequentato Ananda Marga, Osho, altri Maestri e pensatori. Ho avuto da Osho l’iniziazione con il nome di Swami Veet Renzo, dagli Ananda con il nome di Vaikuntha, mi sono auto-chiamato con nomi vari e ho preso altre iniziazioni. Fatto sta che torno sempre a Krishna e ai Suoi Devoti, perché è impossibile starne lontani. Ho bevuto litri di gin in discoteche fino a mattina, per intere notti, ma Krishna era sempre lì. Non mi lasciava mai! Dal 2006 porto avanti nel mio intimo una Coscienza di Krishna fatta di poche regole, minimalista e, soprattutto, non mangio carne.

da altri miei appunti:

Nel caso del Centro Culturale Vaikuntha mi occupavo anni fa del loro sito internet, ma un giorno Krishnaloca Devi Dasi (responsabile del Centro) ricevette un sito nuovo come regalo di Compleanno e per settimane non ebbe il coraggio di dirmi che, quello di cui mi occupavo, non era più il sito ufficiale del Centro. Infatti chi aveva elargito il regalo pretendeva di gestirlo in futuro, quindi il servizio mi fu tolto senza tante spiegazioni. Naturalmente io mi offesi, sono solo un aspirante devoto e quindi ancora pieno di difetti, non riesco ancora a non offendermi quando mi viene fatto un torto.
Lasciai la ISKCON Congregation ed entrai con il nome di Dharam Anand Singh in #3HO una organizzazione no-profit dedicata alla condivisione degli insegnamenti di yoga kundalini come insegnato da Harbhajan Singh Yogi , denominato “Yogi Bhajan”, il fondatore del gruppo. La missione di 3HO è quello di “condividere lo stile di vita, lo yoga e pratiche di meditazione di Kundalini Yoga che include meditazione, dieta, vita pulita e filosofia yogica. La Fondazione 3HO funge da organizzazione centrale per una comunità globale di insegnanti di yoga, studenti e gente comune che praticano e condividono gli Kundalini Yoga e di stile di vita gli insegnamenti di Yogi Bhajan.
Successivamente mi riavvicinai alla #ISKCON tramite Villa Vrindavana Iskcon per la quale ho fatto tornare la radio in Villa, col nuovo nome di RadioKrishna (poi diventata anche Tv, con telecamere nel Tempio), con la promessa da parte di Parabhakti Prabhu che al momento giusto io e Narada Muni Prabhu avremmo potuto ampliarla in un progetto di ampio respiro culturale, naturalmente sempre nell’ambito della spiritualità vedica. Ma non furono mantenuti gli accordi di sviluppo. Hridayananda Dasa Goswami seguì a volte la faccenda in copia per conoscenza in mail che gli furono da me inviate, corrispondenza fra e e Parabhakti e Narada, penso che chiunque possa testimoniare che anche nel periodo di RadioKrishna in Villa Vrindavana il mio approccio di qualità, cooperando anche in quel caso in spirito di servizio con gli altri devoti. Al termine il servizio mi fu tolto con grande fretta e rancore, quasi avessimo fatto dei torti alla Villa e senza un filo di gratitudine… che come ho già scritto sopra forse non dovrebbe essere richiesta/attesa da un devoto ma io a malapena, lo ripeto, sono solo un aspirante devoto pieno di difetti. E fu Naradamuni vista anche la mia esclusione a ritirarsi a sua volta dal progetto.
Sono così ora nuovamente uscito dall’ISKCON e ho riabbracciato la 3HO Foundation con il nuovo nome Nirmal Das singh, che mi è stato comunicato oggi da Nirinjan Kaur, Responsabile dei Nomi Spirituali. 3HO è una comunità spirituale accogliente tutte le religioni e stili di vita. Le pratiche 3HO si basano su yoga, meditazione e dieta vegetariana. L’organizzazione sostiene seva o “servizio disinteressato” e karma yoga.

Renzo Samaritani

(…)sono un Cristiano. Sono anche un Ebreo. Sono anche un Musulmano. Sono anche un Induista. Sono anche un Buddista. Sono anche un Mormone. E in realtà appartengo ad ogni religione esistente, anche a quelle che non conosco. Appartengo a tutte le religioni perché sono un prodotto di tutte le religioni, perché sono un essere umano e le religioni insegnano un potere elevato e io sono in accordo con questo insegnamento di base. Che io sia d’accordo o meno con ogni singola dottrina od ogni singola dichiarazione proposta da una particolare religione non significa che io non possa praticare come membro di tutte le religioni, poiché ogni religione insegna che l’amore è la risposta, e con questo sono profondamente d’accordo. (Neale)