Frutti di mare nell’alimentazione veggie

IL CRITERIO CORRETTO STA NEL FARE IL MINOR DANNO POSSIBILE

Il criterio etico di massima per noi legati al vegetarianismo e al cibo innocente, per noi esseri pensanti e desiderosi di rispettare la vita ai massimi livelli, sta nel fare sempre il minor danno possibile, visto che il nostro diritto-dovere di sopravvivenza ci porta comunque a fare qualche danno e a causare qualche sofferenza.

LA DISCRIMINAZIONE TRA ANIMALE PICCOLO E GRANDE

È un po’ il discorso che si fa nel valutare se, quando ci si svincola dalla rigorosità vegetariana per ammettere il pesce, sia più grave mangiare una minuscola alice dalla vita breve o un centenario squalo della Groenlandia. Per qualcuno, l’animale piccolissimo che vive per soli due giorni subirebbe addirittura maggiore danno di un animale a lunga vita, avendo a disposizione solo quei 2 giorni per esprimersi e per cogliere appieno le sue opportunità esistenziali.

La verità non è sempre univoca e scontata, ma appare spesso con aspetti diversi e controversi. Va anche considerato l’aspetto gustativo e l’aspetto estetico. Siccome si parla spesso di insetti come cibo del futuro, non mi ci vedo nel modo più assoluto con un frullato di scorpioni e di ragni al posto di un buon estratto di carote, di sedano e di ananas.

Chi poi vuole sottilizzare ed essere perfezionista al massimo, sta attentissimo a quello che ingerisce, ma poi non appena si mette al volante fa una strage di innocenti moscerini, e si ritrova daccapo, suo malgrado, dalla parte dei sopraffattori.

CONSIDERAZIONI FINALI

Per concludere, direi che rimane una questione di scelta e di sensibilità personale. Trovo sicuramente che sia meno grave mangiare un uovo che ammazzare un pulcino o mangiarsi un pollo. Trovo sicuramente meno grave mangiare delle cozze che mangiarsi dei granchi, dei gamberi o delle aragoste. Trovo sicuramente meno grave consumare delle alici col cappero che consumare del pesce spada. Salutisticamente parlando credo che il consumo di cozze, ostriche e cappesante, al pari di quello di alghe, rappresenti comunque un ampliamento delle nostre opzioni alimentari, nonché un contributo alla nostra sopravvivenza.

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