la Principessa Sirikit

Oggi ho incontrato Gerda Kleinprunkbad per il consueto aperitivo settimanale. E’ arrivata puntualissima con il fedele Poldo che, come ho giù raccontato nella puntata precedente, non ci ha lasciati parlare fino a quando non gli ho preso una crescentina al formaggio. Particolare del tutto trascurabile: ce la siamo divisa per motivi di dieta. A quel punto (solito punto, mi verrebbe a dire), abbiamo potuto conversare tranquillamente. No, mi correggo: abbastanza tranquillamente, perché Poldo ci ha interrotto due volte. La prima, perché un gruppo di giapponesi, ognuno munito di macchina fotografica, si era permesso di passare davanti al bar! La seconda perché Frau Kleinprunkbad ha fatto una battuta del genere: “I cinesi o i giapponesi o tutti e due mangiano i cani.” Poldo ha fatto un saltello in aria e, con gli occhi fuori dalle orbite, ha abbaiato mostrando i denti. Sembrava che avesse capito l’allusione della padrona!
Questa volta Frau Kleinprunkbad mi ha raccontato il suo incontro (si fa per dire), con la Principessa Sirikit.
All’epoca aveva vent’anni e poco dopo sarebbe diventata hostess di volo. Si trovava a Londra per perfezionare il suo inglese e aveva un lavoretto part-time per mantenersi.
Una sera si soffermò in una via del centro attratta dai profumi che uscivano da un ristorante cinese. Studiò il menù esposto all’esterno, ma i prezzi erano proibitivi. Stette per girare i tacchi, poi la fame ebbe il sopravvento e decise di entrare e ordinare solo un po’ di riso accompagnato da un bicchiere di vino. Le sue finanze erano allora molto scarse.
Quindi entrò cercando di darsi un tono. Fu accolta da una gentile cinesina che parlava un inglese perfetto. Ordinò il riso alla Cantonese e un bicchiere di vino bianco. La cameriera, a giudicare dall’atteggiamento insicuro, doveva essere fresca di assunzione perché ancora non sapeva tutte le cose…
Arrivò il riso alla Cantonese e Gerda cominciò a mangiare avidamente, ma poco dopo si presentò al suo tavolo la cinesina di poc’anzi ricordandole che a Londra a quell’ora era vietato servire alcolici. Se invece volesse assaggiare il Sake?
Ma Gerda era abituata a cenare col vino, non con il Sake! E con l’irruenza dei suoi vent’anni dichiarò che il solo nome Sake le aveva fatto venire la nausea e che doveva uscire per prendere una boccata d’aria. In realtà era intenzionata di andarsene per i fatti suoi senza pagare. Cameriera e cinesina la guardarono incredule.
Fuori scorse una quantità di gente, cosa stava succedendo?
Accadde che da un vicino Hotel di lusso stava uscendo la Principessa Sirikit Kitiyakara della Thailandia, in quei giorni in visita ufficiale a Londra. Era circondata da un enorme corteo e tutti quanti si mossero in direzione del ristorante.
La Principessa era bellissima, come l’apparizione di un sogno. Con aria regale volse lo sguardo un po’ a destra e un po’ a sinistra, ma sembrò che in realtà non vedesse nessuno. D’un tratto però la sua attenzione si concentrò sul vestito di Gerda che era di un giallo fiammante e… le sorrise!
“Mi sorrise, davvero!”, ha insistito Frau Kleinprunkbad. “E quando il corteo fu passato, la cinesina del locale, forse impressionata del fatto che la Principessa aveva sorriso solo a me, mi invitò a rientrare nel ristorante per offrirmi in dono un secondo piatto di riso accompagnato da un bel bicchiere di vino bianco mascherato da bibita!”
Ho lanciato a Gerda uno sguardo scherzosamente interrogatorio: “Le ha sorriso davvero?”
Con la scusa che Poldo aveva ricominciato ad abbaiare perché i giapponesi di prima erano tornati e stavano passando di nuovo davanti al bar, rispose con aria sognante: “E chi lo sa…”

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