NON SEPPELLIRE I TUOI TESORI

Questa è  la storia di una donna di nome Tiziana che un giorno d’estate si fermò a pensare e lasciò la mente libera, di andare a ritroso nel tempo. Rievoco’ i luoghi a lei cari, della sua infanzia e medito’ sui sogni, che un tempo aveva. Tiziana era una ragazzina timida, dalle lunghe trecce nere. Non andava a scuola volentieri perché, quando la maestra la chiamava alla lavagna per interrogarla, lei era presa dal panico, copiose lacrime le scendevano giù dalle guance e iniziava a piangere. Il primo.giorno, se lo ricordava ancora…tutti in piedi, sull’attenti!….La maestra insegnava regole e disciplina con voce dura. Ma…il suo cuore….nascondeva una seconda mamma per tutti i suoi studenti. Ella aveva ideato un sistema di domande e risposte, tramite una buchetta della posta appesa con un chiodo, alla parete della classe. Nelle lettere della bambina di cui parliamo, traspariva il dolore per un gattino perduto o la sofferenza per una lite con la sorella minore e lei, sempre rispondeva con una frase tenera che dolcemente facevano sperare che domani, tutto si sarebbe risolto. Le sue parole le scaldavano il cuore e leni vano le sue piccole ma grandi Pene. Tiziana non era quella che si può definire una bella bambina. Il suo visino rotondo rimaneva in ombra, nascosto da occhiali, troppo grandi per lei. Infatti i suoi difetti visivi dovevano essere corretti. La moda di allora imponeva montature a forma di ali di farfalle e anche a lei l’ottico aveva montato quel tipo di lenti facendole notare che sul suo volto erano perfette!!! Asserzione completamente falsa perché la fanciulla così mascherata assumeva le sembianze di un personaggio del giornalino di Topolino: un membro della Banda Bassotti!!! Un ladruncolo sfortunato che, durante le sue rapine, per non farsi riconoscere, portava una maschera nera sugli occhi. Persino i suoi denti, non proprio perfetti, dovevano diventarlo tramite un apparecchio, prescrittole da un odontotecnico. Nonostante questo, era una piccina felice e molto tranquilla. Ripensando ora, alle sue sembianze di allora, a Tiziana venne da ridere e rivide le ragazzine di oggi, che con simili “bardature” non avrebbero osato mettere nemmeno il naso fuori di casa, vergognandosi del loro aspetto, assai poco affascinante. Con gli occhi della mente rivide la sua abitazione: una villetta ridente. Di fronte ad essa si ergeva una piccola montagna d’erba chiamata la”collinetta” che moto spesso, serviva da dormitorio per i suoi innumerevoli gatti. Infatti, il passatempo preferito di questa bambina era, nei pomeriggi noiosi dove tutto era troppo tranquillo, andare a recuperare i gatti.Non esisteva per lei, una casa dove non ci fosse un animale  e la sua predilezione, in quegli anni, era caduta su quei simpatici felini.Iluomo dove li si poteva recuperare era il cortile della scuola elementare che si trovava dietro la sua casa. Lei e la sorella, armate di sacchi e corde, correvano a perdifiato dietro ai gatti finché non riuscivano ad acchiappare uno. L’impresa spesso finiva vittoriosamente le due complici potevano portare a casa il loro trofeo: una volta era un gatto piccolo e nero, un’altra volta era un gattone rosso, ecc….Ora l’animale era pronto per essere messo al centro delle loro attenzioni. Da loro era vezzeggiato e curato con la più amorevole dedizione. Un cortile circondava la casa e ancora adesso le sembrava di respirare il profumo delle sirenelle , tanto che ne sembrava impregnato tutto l’ambiente circostante: fiori a grappoli viola cha crescevano spontanei, arraccampicandosi alle pareti interne della costruzione. Proprio in quel.cortile la piccola trascorreva interi pomeriggi, dialogando tra se e se inventando, insieme alla sua bambola preferita, storie fantastiche. La sua testa era di porcellana, il corpo di stoffa e le manine di plastica scura. Il suo viso sembrava essere stato dipinto da un famoso pittore e i suoi occhi erano veramente belli. Con lei si divertiva ad assumere, ora il ruolo della madre affettuosa ora il.ruolo della maestra severa. Nonostante l’amore sviscerato che la bambina avesse per quel giocattolo, non bastavano le cure che lei gli dedicava per mantenerlo in forma perfetta. Infatti la sua testa fragile, più volte si era rotta e la nonna, con infinita pazienza, l’aveva aggiustata, coprendo le ferite con buffi cappellini. La nonna, figura importante nell’infanzia della bambina, con i suoi capelli turchino e la sua risata argentina. Tiziana le assomigliava quando rideva e anche in alcuni tratti somatici. La figura imponente, il carattere allo stesso tempo forte e allegro erano tracce che le erano state trasmesse, da lei, alla fanciulla. Ancora adesso, che i pensieri correvano come nastri d’argento, la ricorda con nostalgia, perché la nonna le era sempre vicino, con le sue raccomandazioni, la sua dolcezza e i suoi insegnamenti. Ad un tratto…un clacson…..una macchina le passa vicino…Tiziana si risveglio’ dal torpore che le avevano portato i ricordi e con un po’ di nostalgia pensò a quanti sogni, a quanta spensieratezza erano racchiusi in quegli anni incantati, che era certa, non sarebbero tornati mai più. Quello che lei, ora vorrebbe donare a sua figlia e che sempre, le dovra’ tenere compagnia, sarà un bagaglio contenente la felicità, la spensieratezza, la fiducia in se stessi

Le dirà anche di non smettere mai di inseguire i suoi sogni, perché anche da adulti, una parte del nostro essere deve rimanere bambino per non perdere la speranza in un mondo migliore. Gli ideali non dovrebbero mai, essere abbandonati nella soffitta dei Ricordi, sotto cumuli di polvere e ragnatele. Queste qualità sono impresse nell’animo dei bambini ma purtroppo, nella maggior parte degli adulti sono evanescenti come spiriti della notte che svaniscono nel buio.

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