Yoga facile: basta una sedia

La disciplina di origine indiana aiuta gli anziani o le persone con ridotta mobilità, anche se eseguita da seduti, soprattutto per prevenire i dolori cervicali e il mal di schiena
Quando si pensa allo yoga, d’istinto si immaginano corpi tonici che si inarcano in posizioni complicate. Vero, ma solo fino a un certo punto, perché questa attività è in realtà adatta (o, meglio, adattabile) a quasi tutti. Lo yoga (dalla radice sanscrita Yuj, «aggiogare, unire») è un antichissimo e complesso sistema di conoscenze. È frutto della plurimillenaria cultura indiana, formato da tre componenti principali:

una parte fisica,
una respiratoria,
una di concentrazione

«Ogni pratica yogica prevede questi tre elementi e lavora sui piani: fisico, mentale ed energetico», chiarisce Eros Selvanizza, presidente della Federazione italiana yoga, la prima associazione di insegnanti, attiva dal 1974.

Respirazione e concentrazione

In che modo allora questa disciplina può diventare accessibile ai più? Ad esempio, attraverso alcuni semplici esercizi illustrati in queste pagine che si possono praticare tutti i giorni per aiutare a mantenere in forma corpo e mente, semplicemente stando seduti su una sedia. Un adattamento delle pratiche yogiche classiche, indicato anche per le persone con scarsa mobilità o per i meno giovani. «Flessioni del capo o altri movimenti semplici possono diventare vere e proprie forme di yoga quando vi si abbinano la giusta respirazione e concentrazione», sottolinea Selvanizza.

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Come Meditare in Modo Semplice e Inaspettato

Per anni ho considerato la meditazione una pratica totalmente inutile, al limite del ridicolo, poi quando finalmente ho deciso di documentarmi seriamente sull’argomento ho capito che mi stavo sbagliando di grosso. Credo che i pregiudizi che abbiamo nei confronti del meditare siano dovuti solo all’immagine distorta di chi medita; fricchettoni newage seduti a gambe incrociate che producono strani versi.

Questo articolo si rivolge a tutti coloro che come me non capiscono questa pratica, ma che in realtà non sanno bene di cosa si tratta, tanto che alcuni la attuano senza nemmeno accorgersene, inconsapevoli di trarne già dei benefici.

Stai già meditando e non lo sai

Il fatto forse più divertente che riguarda le persone che in qualche modo snobbano la meditazione (me compreso) è che già la praticano senza saperlo! La meditazione consiste semplicemente nel trascorrere del tempo facendo qualcosa che sgomberi la mente, per farlo occorre mantenere l’attenzione ferma, in modo tale che tutto il resto sparisca. Un cattolico che recita il rosario o la coroncina o come vogliamo chiamarla, sta meditando, perché si concentra e ripete più volte la stessa frase (ad esempio “Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del Mondo intero”), i canti africani accompagnati da tamburi sono meditazione, una persona che due o tre volte la settimana va a camminare o a correre sta meditando, perché il ritmo del suo incalzare misto alla fatica libera la mente. Chi suona, dipinge, scrive, cura l’orto, il giardino o costruisce qualcosa con le proprie mani, sa bene quanto queste pratiche rilassino, ed hanno questo effetto proprio perché non ci fanno pensare ad altro, sgomberando tutti i pensieri. Addirittura chi scarabocchia su un foglietto di carta sta praticando una forma di meditazione.

Dunque per meditare non è necessario sedersi a gambe incrociate producendo strani suoni, non che ci sia qualcosa di male nel farlo, anzi, ma solitamente questa forma di meditazione viene praticata da chi purtroppo non ha altre possibilità, oppure ha pochissimo tempo a disposizione. Le persone credono che si mediti solo in quel modo, questo perché le filosofie orientali sono diventate un po’ una moda, ma basta leggere la definizione che Wikipedia da di meditazione per capire che è un concetto molto più ampio e flessibile.
La meditazione (dal latino meditatio, riflessione) è, in generale, una pratica che si utilizza per raggiungere una maggiore padronanza delle attività della mente, in modo che essa smetta il suo usuale chiacchierio di sottofondo e divenga assolutamente acquietata, pacifica.

Perché dovremmo tutti meditare

Meditare serve sostanzialmente a fermarsi e riflettere. Nella vita non lo facciamo mai, adiamo avanti senza sosta facendo quello che dobbiamo fare, senza capire in che direzione stiamo andando. Vivere in questo modo è molto pericoloso, è come correre in automobile noncuranti di un imminente ostacolo, finendo per schiantarsi. In effetti la vita di molti ha questo epilogo, le persone si scoprono infelici, insoddisfatte, incapaci di realizzarsi o addirittura imprigionate in situazioni terribili e spesso la situazione si è generata proprio da un cieco avanzare, senza riflettere, prendendo decisioni superficiali o addirittura non prendendone.

Non serve scomodare situazioni estreme per dimostrare quante vite alla deriva esistano; sto pensando a donne che hanno avuto figli con l’uomo sbagliato e magari hanno dovuto lasciare il lavoro, ed ora si ritrovano in trappola, oppure uomini che hanno dedicato la loro vita al lavoro e poi sono stati licenziati per colpa della crisi, o ancora a tutti coloro che si ritrovano nei guai solo per aver agito d’impulso in situazioni che richiedevano giudizio, senza ragionare a sufficienza.

Ci fa male pensare che siamo arrivati a tutto questo per scelte (o non-scelte) che abbiamo compiuto durante il nostro percorso di vita, spesso non lo vogliamo ammettere, ma in molti casi tutto è dipeso proprio da noi, da una scarsa attenzione alle piccole decisioni quotidiane, che col tempo hanno lentamente deviato la nostra strada e ci hanno portato dove non saremmo mai voluti arrivare.

Prendersi ogni giorno un po’ di tempo per riflettere serve ad evitare tutto questo ed imparare a meditare è la strada più semplice, perché la meditazione rimuove dalla mente tutto il rumore di fondo che ci riempie la testa e non ci permette di ragionare in modo lucido. Basta molto poco, 10 o 15 minuti al giorno perché tutto diventi più chiaro e visto che ne va della nostra felicità e di quella delle persone che amiamo, probabilmente è il caso di lasciar cadere ogni pregiudizio e dare una chance a questo straordinario meccanismo di libertà, anche perché, come abbiamo visto, si può praticare nei modi più inaspettati.

Come meditare nella quotidianità

Capisco bene che nella frenesia delle nostre giornate, soprattutto in inverno quando fa freddo e c’è poca luce, trovare il tempo per meditare non sia semplice, quindi cerchiamo di capire come possiamo farlo sfruttando al meglio i pochi minuti liberi delle nostre giornate.

In automobile

Molti di noi trascorrono almeno mezzora al giorno bloccati nel traffico; usiamo questo tempo per meditare semplicemente spegnendo radio e cellulare e limitandoci a respirare con regolarità. Mentre lo facciamo guardiamoci intorno cercando di
non dare un’interpretazione o un giudizio a ciò che vediamo, ma semplicemente concentrandoci sui dettagli. Se vediamo un albero proviamo a contarne le foglie e se c’è un palazzo osserviamo con attenzione le lavorazioni dei marmi e degli stucchi. Dopo quattro o cinque minuti ci accorgeremo che tutto sembra più luminoso e che ci ritroviamo ad essere più vigili, presenti; stiamo meditando e la mente, anche se per poco, si è liberata di ogni peso.

In pausa pranzo

Usiamo 10 minuti della nostra pausa pranzo per camminare facendo anche solo il giro di un paio d’isolati. Mentre camminiamo
incentiviamo la meditazionemantenendo un ritmo costante che non deve necessariamente essere veloce, solo regolare. Anche in questo caso muoviamoci osservando quello che ci accade intorno, ma senza giudicarlo. Guardare cercando di cogliere quei dettagli che solitamente ignoriamo proietta la mente in uno stato di ipnosi a cui non è abituata, per questo la obbliga ad usare molte più risorse di quelle a cui è solita attingere, spingendola a buttare fuori tutto quel deleterio rumore di fondo.

Al mattino presto

Ormai penso che sarete stufi di sentirmelo dire, ma svegliarsi un’ora o anche solo mezzora prima del solito per sfruttare la pace mattutina, è un’opportunità che tutto dovremmo cogliere. Cos’è mezzora in meno di sonno in cambio della possibilità di una vita migliore? Svegliamoci presto e consumiamo una colazione semplice, magari solo pane e caffellatte, ma facciamolo nel più totale silenzio, senza consultare Facebook e senza leggere le email. Mangiamo con calma, facendo piccoli bocconi, concentrandoci sui sapori e beviamo un bel bicchiere di acqua fresca. Facciamo tutto molto
lentamente perché meditare è esattamente questo, compiere gesti consapevoli per rallentare i ritmi e sgomberare la mente. Sembra assurdo ma questi piccoli gesti sono sufficienti per avere una mente più lucida; in India il riso consumato durante i periodi d’intensa meditazione viene mangiato chicco per chicco.

Alla sera

La sera forse è il momento meno adatto per meditare perché siamo generalmente molto stanchi e l’unica cosa che desideriamo è riposare. Se non abbiamo alternative e questo è il nostro unico momento libero della giornata, allora prediligiamo attività pratiche, soprattutto se svolgiamo un lavoro sedentario. Se proprio non troviamo la forza allora ricordiamoci che
anche la semplice lettura è una forma di meditazione, per cui leggere racconti che aiutano la mente a viaggiare, allontanandosi dalla quotidianità e dai problemi è un ottimo modo di meditare.

La scienza e la meditazione

Questo aspetto può interessare o meno, ma gli scettici come me si staranno domandando se è vero che la meditazione porti benefici concreti o se si tratta solo di chiacchiere. Se c’è una cosa che ho imparato negli ultimi anni è che non ci si può fidare di quello che la gente dice e nemmeno delle riviste o dei libri. Ormai pubblicano cani e porci, senza alcun controllo sulle informazioni trasmesse, e anche testi apparentemente autorevoli sono spesso pieni di falsità. Personalmente sono convinto che gli studi scientifici siano il metodo più sicuro per informarsi bene, così sono andato a scovare il “Short-term meditation training improves attention and self-regulation” ovvero uno studio pubblicato da una delle più famose e competenti riviste scientifiche mondiali in campo biomedico.

Cito testualmente: 5 days of 20-min integrative training showed greater improvement in conflict scores on the Attention Network Test, lower anxiety, depression, anger, and fatigue, and higher vigor on the Profile of Mood States scale, a significant decrease in stress-related cortisol, and an increase in immunoreactivity.Che tradotto (liberamente) significa che:
Anche solo 20 minuti al giorno per 5 giorni di meditazione migliorano il livello di attenzione, diminuiscono l’ansia, la depressione, la rabbia, la stanchezza, danno più forza e abbassano il livello di cortisolo e di immuno-reattività legati allo stress.

I benefici che si ottengono capendo come meditare e mettendolo in pratica sono notevoli, non solo dal punto di vista psicologico, ma anche fisico. Questo penso sia più che sufficiente per convincere chiunque che la meditazione può migliorare concretamente la vita di ognuno, prevenendo i problemi e domandoci la serenità che, nella frenesia quotidiana, perdiamo un po’ alla volta.

Conclusioni

Ditemi la verità: quanti erano convinti che meditare fosse solo un’imbarazzante e ridicola pratica adatta chi si veste come se fosse un santone indiano e pensa che il mondo sia governato da strani flussi di energia? Non mi permetterei mai di giudicare la visione “spirituale” che ognuno di noi ha del mondo o della vita, ma quello che oggi volevo spiegare è che meditare è qualcosa che non centra niente con tutto questo, che non è legato ad una particolare filosofia, è solo un mezzo per aiutarci ad essere lucidi e ragionare in maniera efficace.

Non deve essere associata ad un credo o una religione, e nemmeno stereotipata! La meditazione è qualcosa di molto semplice, che non ha vere regole né un metodo rigoroso, qualunque tecnica o pratica che in qualche modo ci permetta di sgomberare la mente dai pensieri negativi e dai problemi è meditazione, pertanto siamo liberi di meditare dove e come preferiamo, oltre ogni pregiudizio e traendone benefici davvero eccezionali.

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