COME PERPETUA

Due anime in pena viaggiano, scivolando sul lago, verso un rifugio sicuro, verso una città amica, che dai pericoli, li terrà lontano. ma una Perpetua, ad aspettarli, c’è. Ella con aspetto mesto non rivela la lingua, che biforcuta, ha.Rea confessa e malandrina, seducendoti si avvicina per parlarti alle spalle e ridere di te, senza avere il coraggio di affrontare la lotta a viso aperto, con la complicità di chi, sotto mentite spoglie si traveste e della pelle del leone si riveste. Tra derisioni e sotterfugi di snocciola la sua vita. Monotonia e invidia provi per chi, a differenza di te, non vede passare la sua vita stando affacciata alla finestra. I fogli del calendario vengon uno dopo l’altro strappati, più per tediosità e per azione riflessa, ma la mano abbandonata è, imnpigrita dalla monotonia di chi vede i giorni passare, tutti uguali. Anche se le gemme adornano i rami degli alberi, anche se le piante si ricoprono di fiori, il suo mondo non rimane travolto da questo risveglio. Un lungo letargo l’attende, senza risveglio, nulla cambierà per lei. Tra uno sbadiglio e un sussurro, vedi sbiadire i colori. Ciò che rimane è un’immagine sfocata, una negativa in bianco e nero. Nonostante i vestiti civettuoli, i nastri tra i capelli, un velo di rossetto, il suo viso esprime i sentimenti dell’animo: l’espressione è contrita e miriadi di piccole rughe la intristiscono e gli anni sulle spalle attardano quell’età, che già c’è e ogni giorno più gravosa diventa. Il suo animo anela a un sospiro di sincerità, mentre tutto il suo essere è teso alla ricerca di soggetti a cui far del male con opere e pensieri. Come l’ape cerca il miele e laboriosa in questo lavoro è, lei indaffarata e affaccendata ad ordire trame è, e ogni giorno, mentre il ragno tesse la sua ragnatela lei svolge la tela per intrappolare individui ingenui che ancora credono ai suoi sorrisi. Le labbra si schiudono e il viso sereno sembra. Come un tramonto potrebbe apparire a chi pittore non è. Chi la conosce sa che il suo cuore cela segreti inafferrabili e la sua mente carpisce disegni inenarrabili. La sua voce, melodiosa è e come un usignolo ti sembra di sentirla cinguettare, ma il cielo si oscura, il suo volo non è più così sicuro, le sue parole non sono più così armoniose. Tutta la grazia di quel piccolo grande uccello perde forma e mostra ciò che veramente è nascosto in lei. E’ nata e ha vissuto e vive come una schiava: pesanti catene le fan trascinare la sua esistenza sui binari della banalità, della mediocrità, delle convenzioni. La persona che è, alla Perpetua di Don Abbondio assomiglia. L’ultimo, vil per natura e debole di sicuro, sempre dei suoi consigli avrà bisogno che accetterà di buon grado perchè uguali sono e medesime le azioni meschine che li vedono coinvolti entrambi, sferrare il colpo e celare la mano. Coprirsi il volto, scappare lontano per paura di cadere nel pantano. Per nascondere i loro piani malandrini si difendono l’un l’altro, inventandosialti ideali che tengon conto solo della loro avidità, della loro superficialità e sol di lor stessi si fanno specchio, vedendosi riflessi.

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