E’ TUTTA UNA COMMEDIA

Sopra di me c’e’ un soffitto. Io mi ci vedo riflessa come in uno specchio. io socchiudo le mie labbra: si aprono e dicono parole che non sanno di avere la verità in tasca. Consigli da darti non ne ho alcuno, va’, dove ti porta il cuore.
Cosa è rimasto del tuo? In quante piccole parti è stato frazionato? Le pareti ti si stringono attorno e il mondo che ti circonda sono le mura domestiche che ti si dilatano nella mente, ma non offrono più un rifugio sicuro. Fulcro di amore e d’affetto, rimane coi suoi tesori, sepolto sotto un velo che ancor oggi trasparente è, e lascia trapelare un’effimera speranza. Un asse in equilibrio sta, se il fulcro della quotidianità non fa’ traballare. Il baricentro è dentro di noi. La quotidianità è un mondo sommerso dove ogni giorno tanti pezzettini di vita han trovato un proprio incastro come in un mosaico. Un tassello è caduto. Al suo posto un baratro c’è. la noia, la frustrazione di giorni passati accanto a un compagno che la monotonia di giorni tutti uguali, passati a vivere e lottare, ha reso per molto tempo, troppo, antico, nemico, per qualche ora amante e raramente e per troppo breve tempo, amico. La folla rassegnata che ogni giorno ti passa accanto è una moltitudine di persone senza anima nè volto. Nelle loro pupille vacue passa un lampo di terrore, nell’immaginare ciò che li attende: un misero futuro fatto di niente. Ciò che rifuggono, vigliaccamente accettano. Un gesto di ribellione darebbe loro il coraggio di osare, di iniziare un’avventura che li porterebbe in alto, sempre più in alto, verso il nido dell’aquila. Tu, ora deridi questa folla, che silenziosa, in fila si muove , su una scacchiera dove non ci sono nè re nè regine, nè vinti nè vincitori, ma solo pedine, che ogni giorno, vengono ingoiate dal peso opprimente della noia. Della mia vita io cosa penso? Un urlo, un urlo disperatosi perde in un eco infinito di sì e di no che si ripercuote tra le valli e a cui nessuno risponde nè risposta io voglio. Perfezione di armonia si è creata intorno a me e l’artefice di ciò, ogni giorno ha diviso, in tanti particolari il suo cuore che, come un quadro si animava o si spegneva se il pittore colorava il suo capolavoro di rosso o di nero. Ogni tanto colava pittura da quel pennello ed anche sul mio viso scendeva una lacrima che subito veniva ricacciata indietro e dimenticata. Il mio orgoglio, con un nodo scorsoio scivolava in quel cappio che sempre più si stringeva, sempre più riapriva le ferite. Vorrei volare verso spazi aperti e infiniti, ma è solo la mia fantasia che galoppa…I tuoi occhi mi guardano anche se il tuo sguardo su di me non si posa. Dopo una pausa d’incredulità quel tuo essere per poi divenire potrebbe rivestirsi di infelicità, quel corpo ancora implume potrebbe venire eclissato dalla crudeltà e dall’egoismo del mondo. Divorare invece, devi: sapienza, gentilezza, coraggio ed altruismo che, come semi sparsi sul terreno, sono per te, lezioni di vita. La spensieratezza e l’allegria potrebbero in un attimo, un minuto, volare via. Le tu certezze non sono sagome di carta o giganti dai piedi d’argilla, ma punti fermi che, come stelle nel firmamento ti indicano la via e ti fanno percorrere la direzione giusta. tra le mie dita non vogliono che scivolino via: fatica, temerarietà, testardaggine, che sono le caratteristiche della mia vita. Nei miei ricordi non ci devono essere solo: vento, grandine e tempesta. Oggi come ieri camminerò a testa alta, con il coraggio di un topolino davanti a una fiera rabbiosa e infuriata avendo come uniche armi: l’ingenuità e la curiosità di trovare, dietro l’angolo, un mondo migliore.Un piccolo atto di furbizia cela un asso nella manica: fingere superficialità per far scivolare e non riporre nella memoria periodi tenebrosi del passato, per non provare rancore verso chi, a sua insaputa, mi ha fatto soffrire. Molta stima ho della donna che son diventata, lo specchio, lo strumento del mio cambiamento. Ho superato le lacrime e i momenti tristi intuendo l’animo mio: con i suoi pregi e i suoi difetti, accettando l’anima nera e l’anima pura. Se mi soffermo a pensare la malinconia mi sorprende: la mente ricorda tanti momenti di tenerezza. Quando parlavo tu mi ascoltavi e leggevo interesse vero nei tuoi occhi. Ero imponente, ero grande, ero importante! Queste minuzie, questi piccoli particolari che mi rendono ricca la vita ora devo leggerli tra le righe, conservarli gelosamente facendo attenzione che niun le sciupi. Lo scuro inchiostro che dilavando scorre, è come un fiume in piena che rompe gli argini. La sua enorme macchia tutto vuole avviluppare, far sparire ciò che alle volte appare, sotto altra forma, per un istante, per un breve momento…La luce del cuore te li indicherà e tu, subito capirai i messaggi segreti dell’anima: unici, irripetibili…fremiti…brividi….Sono queste le dolcezze della vita.

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