HO SALTATO LO STECCATO

Da bambina, un sogno ricorrente: un nome, due nomi, sempre gli stessi: il suo, il tuo. Di lui ricordo la spensieratezza, anni verdi, pensieri persi tra le onde del mare, occhi chiari, riccioli biondi.
Le sue eran solo avventure, ed eran storie brevi, senza futuro, nascevan con malizia, quando finivano restava l’amicizia. per noi fu così: basto’ uno sguardo, bastò un fuggevole invito ed io che ero la sorella che non facevo conquiste, per prima, quel giorno, al traguardo arrivai. Come tante volte avevo sperato, avrei preferito, quell’unica volta, ultima arrivare. E furon baci e furon carezze, i nostri sguardi parlavan per noi, il mare e il cielo eran lì e facevan da cornice ai nostri momenti felici. Amici e nemici invisibili, quante insidie eran nascoste, di cosa non mi accorgevo, cosa tu volevi. Quella breve parentesi fu interrotta bruscamente. Anche se noi volevamo dilatare il tempo, volevamo tramutare i secondi in minuti, le ore in giorni, i dì e le notti in settimane senza fine, Come finì me lo ricordo ancora molto bene. divenne malattia quel breve attimo di follia. Lacrime e tristezza si mescolarono e per tanto tempo, pensieri intrisi di odio alimentarono la mia rabbia . Gli anni passarono ed io feci di quel ricordo la mia forza. Nei momenti tristi, nei ripensamenti, un dolce rimpianto eri diventato tu. Ciò che avrebbe potuto essere e non era stato, cosa era successo a te, dov’eri tu? la sabbia scendeva nella clessidra, ti incontrai e mi innamorai per la vita. Dal primo momento che ti vidi mi persi nell’azzurro dei tuoi occhi dolci, a volte, tristi. Non eri l’uomo che avrei voluto per me, ma adesso dico: sono stata fortunata! Gli anni con te sono passati, non si sono, purtroppo fermati. Il mio animo, a volte dilaniato, la mia personalità, a volte soffocata, i miei sentimenti, a volte, derisi, hanno preso il sopravvento sull’incredulità di chi, mi credeva diversa, mi credeva debole e inerte. Certe volte, ancora mi perdo nei tuoi occhi e idealizzo ciò che a volte non c’è. Mi sono arresa a ciò che sei, a ciò che mi puoi dare e a ciò che un limite, per te è. Giorno per giorno mi accontento di parentesi di serenità. Passo dopo passo, vivo la vita con coraggio. Sono una donna del mondo. In quel mappamondo, traguardi non ho. Vorrei navigare, per vedere tesori e persone diverse da me. per ora riesco solo a far vagare la mente. I pirati all’arrembaggio andavano e le stive saccheggiavano, avidamente, oro e gioielli arraffavano. Un forziere s’è aperto per me: all’interno un doppio fondo c’è. Non ci sono gioielli nè pietre preziose , ma arricchiscono chi li possiede: sono gli amici, gli amici veri. E non valgon conquiste, ma sono per me, la ricchezza più preziosa che c’è.

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