da Letteralmente solidarietà alle comunità cinesi

Milano, Firenze, Prato sono solo alcune delle città che si stanno organizzando per dimostrare anche in modo concreto solidarietà al popolo cinese in questa situazione di grave emergenza.

Come diceva ieri sera il prof. Burioni nel corso del programma televisivo di Fabio Fazio su Rai2: il virus in Italia non c’è. I due casi a Roma sono stati isolati e non se ne sono verificati altri. Rimane la massima attenzione, com’è ovvio, ma atti di allarmismo ingiustificato non hanno senso.

Ridotti del 50% i clienti ai ristoranti cinesi
La paura non motivata del contagio ha ridotto in maniera significativa – oltre il 50% – le presenze nei ristoranti e nei negozi cinesi di tutta Italia, e a niente serve la certezza che il virus non si trasmette con il cibo, né con gli oggetti.

Per arginare la psicosi in alcune città si stanno organizzando eventi e iniziative allo scopo di tranquillizzare la cittadinanza: a Milano nella Chinatown di via Paolo Sarpi il 31 gennaio è stato organizzato un pranzo a base di ramen e costine al quale hanno partecipato l’assessora Cristina Tajani e il segretario generale di Confcommercio Marco Barbieri, per poi proseguire sabato sera con la sezione Milano Metropolitana del Pd che ha invitato la cittadinanza a andare a cena ieri sera a Chinatown.

Sabato mattina lo stesso sindaco Beppe Sala per il tradizionale appuntamento delle “colazioni con il sindaco” ha invitato i milanesi a raggiungerlo in via Paolo Sarpi. E se non bastasse ieri è stato organizzato anche un mercatino di abiti e accessori per raccogliere fondi.

Lo scorso fine settimana sarebbe stato celebrato il capodanno cinese, la festa è stata annullata a Milano come a Prato e in altre città d’Italia e i fondi destinati alla celebrazione dirottati per acquistare materiale sanitario da inviare in Cina.

#abbracciauncinese a Firenze
Dario Nardella ha lanciato l’hashtag sui social con un videomessaggio per esprimere solidarietà alla comunità cinese «È giusto avere attenzione e precauzione e seguire le indicazioni delle autorità sanitarie per il coronavirus» spiega Nardella, «ma quello che non è accettabile è il terrorismo psicologico e lo sciacallaggio che alcuni fanno per trovare soltanto una scusa per l’odio e l’esclusione. Invece noi siamo vicini alla comunità cinese in questa battaglia comune».

Il messaggio del Sindaco fa seguito a un’iniziativa dell’Unione giovani italo-cinesi. In piazza della Signoria un ragazzo bendato esponeva un cartello con scritto:

«Sono cinese, sono italiano: ma abbracciami come essere umano»

«Il messaggio» spiega l’Ugic «è che in fondo siamo tutti semplicemente esseri umani e dovremmo abbracciarci per solidarietà e amicizia, sconfiggendo così i pregiudizi e gli stereotipi spesso generati dalla superficialità della società e dei mezzi di comunicazione di massa».

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