Un pensiero

« Contrariamente a un’opinione troppo diffusa, mettersi al servizio di Dio non significa trascurare il prossimo, al contrario. I veri figli di Dio sono quelli che si sforzano di servirlo anche nel loro prossimo. E anche se ricevono solo ingratitudine, non si scoraggiano. Hanno sistemato e superato i loro problemi personali, famigliari e sociali, e sono liberi di andare più lontano e più in alto col pensiero. Si sentono membri della famiglia universale, ed è lavorando per essa che la loro anima trova il proprio nutrimento.
È vero, non tutti sono pronti per questo lavoro. Chi si consacra al bene di tutti non deve aspettarsi di condurre una vita tranquilla, anzi, dovrà affrontare più difficoltà di chiunque altro. Ma dato che è un servitore di Dio, alcune entità luminose – le quali sono anch’esse al servizio del Signore – verranno in suo aiuto e prenderanno una parte dei suoi fardelli. Egli non viene sostenuto sul piano fisico, materiale, bensì sui piani psichico e spirituale. È là che riceve la luce e le forze per meglio sopportare le prove e continuare il proprio lavoro. »

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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