COME UNA MARGHERITA

La ricchezza del tuo sapere ti sbarra la via e ti impedisce di imparare, di crescere, di cadere, di rialzarti, di soffrire, di gioire…
Esperienze, momenti salienti, monotonia, voglia di andare via…
Colpirono, come presi da raptus omicida, quella figura innocente che da sempre s’era prodigata, ad aiutare e a curare uomini, gatti e bambini.
Sotto la sabbia mettesti la testa e…come quel volatile fa’, così ti comportasti anche tu.
E lui chinò il capo..a nulla servirono i nostri consigli che gli dicevano di ribellarsi a chi, di un comportamento ignominoso, si era macchiato.
Se sbagli non ritrai la mano, la tua musica entra nella compagnia e se la porta via.
Il vuoto, non c’è, intorno a te.
E’ colmo di affetti, di gentilezza, di rispetto, il cono che pone al centro non la tua immagine perfetta, ma la sagoma di una persona che con modestia e umiltà non deve rimpiangere nulla della sua età.
Tutto era vanificato, evanescente e illusorio: in quell’atmosfera così nebulosa dove nulla pareva aver più senso, l’uomo si sentiva disperso, l’anima galleggiava , la dimensione mancava, i suoi istinti, le sue facoltà, i suoi difetti, le sue qualità parevan appartenere a un mondo lontano.
E ripensando, agli anni ormai lontani deell’infanzia dove eri tu protagonista della tua vita e della sua, dove eri tu a fare e disfare, provi immensa nostalgia e anche…per questo soffri…
C’è chi valuta gli errori in un momento di tensione e poi un attimo dopo ripone il suo pensiero e lo rivaluta in un’altra maniera.
E nel suo fare e disfare sovrapponi lei e ricordi la sua storia come se fosse la tua.
Vorrei, vorrei, vorrei…tutta la vita vorresti ciò che non puoi avere, quando sei felice ti sembra di essere triste e quando sei veramente triste capisci, quanto allora, potevi essere felice.
Non creare la tua felicità sull’infelicità degli altri e preserva la tua ingenuità che sempre, ti lascerà la voglia di ridere, scherzare e non ti farà pensare che tutti intorno a te sono malvagi,
Le mani, le sue, sono piene di frutti, raccolti nei campi incolti e abbandonati, da chi bambino si era dimenticato di essere.
L’ingenuità si era trasformata in falsa pietà e la sola, loro corsa, è tesa verso falsi ideali che coprono la vita e la dipingono di grigio.

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